Marco Invernizzi
Nota in margine a una recensione
della Civiltà Cattolica
Il volume di Oscar Sanguinetti e Ivo Musajo Somma Un cuore per una nuova Europa. Appunti per una biografia del beato Carlo d’Asburgo (con un invito alla lettura di don Luigi Negri e una prefazione di Marco Invernizzi), edito dal nostro Istituto in collaborazione con la DEttoris Editore di Crotone, è stato brevemente recensito sul quaderno numero 3713 de La Civiltà Cattolica, uscito il 5 marzo scorso, da padre Giandomenico Mucci.
Da anni leggo con attenzione e quasi con venerazione il periodico dei gesuiti italiani, il quale mi aiuta a interpretare i fatti internazionali e nazionali, di costume e di politica, oltre che le principali dinamiche culturali.
Sono sinceramente grato al collegio degli scrittori per la rivista che, da più di centocinquant’anni a questa parte, produce ogni quindici giorni e, immagino, con non poca fatica.
Con sincera emozione, dunque, ho letto la pur succinta recensione di un libro del quale sono soltanto il prefatore.
Non voglio quindi sostituirmi agli autori, ma, davanti agli appunti mossi — accanto a non pochi apprezzamenti — da padre Mucci, vorrei semplicemente ricordare come proprio nella mia prefazione trova la risposta la riserva più significativa che sembra emergere dalla sua recensione, ossia quella di aver «[…] voluto celebrare attraverso Carlo tutta una società ormai scomparsa e le nostalgie che essa ancora alimenta».
No, il libro non nasce con questa intenzione, ma con quella di celebrare la santità di un laico, marito e padre di famiglia, uomo d’armi e statista, padre dei popoli che Dio gli ha affidato, seppure per breve tempo, come riconosce peraltro lo stesso recensore. Che poi nelle pagine del libro emerga una riflessione sulle differenze fra la società successiva e quella precedente la Grande Guerra mi pare sia naturale compito dello scrittore. Nostalgia? Personalmente non ne ho. Al contrario, credo che il beato Carlo ci aiuti a guardare il futuro, a quell’Europa che sta «nascendo male» e a desiderarne una invece più rispettosa e fedele alle sue radici.
Proprio per questo credo che il libro meriterebbe una maggiore attenzione da parte degli intellettuali del mondo cattolico, anche in previsione di una possibile canonizzazione dellimperatore Carlo.
(15-3-2005).