a cura dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale
MEMORANDA
10 maggio 2013
Unità della storia e unità della vita
Ogni cosa della storia deve essere riconquistata e riposizionata nel quadro generale, affinché, nonostante le difficoltà, i fondamentali paradossi e contraddizioni di essa, noi possiamo rispettare l’unità della storia, che è anche l’unità della vita».
Fernand Braudel
(1902-1985)
10 maggio 2013
PRIMO PIANO
Il Congresso Mariano del 1947 nel magistero del beato
cardinale Alfredo Ildefonso Schuster
Nell’immediato secondo dopoguerra il confronto fra cattolici e comunisti si combatté anche a colpi di congressi religiosi. Ovviamente, non associando scopi immediatamente politici a eventi religiosi o viceversa, ma valutando l’influenza di un evento religioso ad ampio seguito popolare nel predisporre gli animi a respingere la propaganda dell’avversario e a comportari «bene» al momento di esprimere il suffragio popolare. Un esempio di questo confronto, il congresso mariano svoltosi nel 1947 a Busto Arsizio (Varese) è raccontato da un giovane studioso di Cassina de’ Pecchi (Milano), Michele Brambilla..
L’insorgenza in Sicilia, il tentato sbarco di Murat del settembre 1810
Come ormai gli storici dell’Insorgenza sanno, la Sicilia è una delle poche aree della Penisola rimasta esente da questo fenomeno. E lo è stata per il semplice motivo che l’isola non fu mai invasa dai francesi rivoluzionari, bensì rimase sotto il dominio della Corona borbonica assicurato dalla flotta britannica e da truppe inglesi e internazionali. Nel 1810, però, quando i napoletani filofrancesi di re Joaquim Murat tentano lo sbarco, incontrano la resistenza non solo di queste ultime formazioni, ma anche delle milizie popolari volontarie organizzate dalla monarchia, nel Regno prima e in Sicilia poi, per opporsi all’invasione francese. E con esse combattono anche frammenti significativi della popolazione isolana. Ne riferisce il giovane laureando magistrale messinese Antonino Teramo.
Ettore Cinnella, 1917. La Russia verso l'abisso, Della Porta Editori, Pisa 2012, 416 pp., € 24.
La rivoluzione russa dell’Ottobre del 1917 — come noto — rappresenta uno degli avvenimenti-chiave di quel ventesimo secolo che, inaugurato all’insegna della massima frivolezza sulla scia della tanto ingenua e ottimistica, quanto fondamentalmente venata di ateismo pratico, Belle Époque, ha poi visto l’esplosione radicale delle ideologie politiche dagli effetti più sanguinari. Anche e soprattutto per questo, perpetuarne la memoria storiografica, alimentandone il relativo «dibattito pubblico», in un senso o nell’altro, significa orientare sensibilmente la battaglia delle idee che ancora oggi sui libri di testo scolastici di storia, come nelle aule dei Parlamenti, si richiama — almeno in parte — a quei fatti [...].
Come il Regno di Sardegna ha finanziato la «conquista del Sud» con i soldi dei meridionali
I «costi» del Risorgimento italiano
A nche al di fuori della letteratura trionfalistica sul Risorgimento e sull’unificazione italiani è raro vedere porre l’accento sugli aspetti economico-finanziari della formazione del Regno d’Italia sabaudo. Qualche cenno se n’è intravisto nell’ambito della storiografia polemica sulla conquista militare del Regno borbonico a opera della Casa di Savoia, ma mai uno studioso di rango si era dedicato a esaminare i costi/benefici dell’unificazione, con particolare riguardo al Mezzogiorno. Ora, invece, grazie al volume dell’economista Vito Tanzi, ne abbiamo un quadro accurato e in larga misura «certificato» dalla statura scientifica dell’Autore.
Oscar Sanguinetti, Le Insorgenze. L'Italia contro Napoleone (1796-1814), Quaderni del Timone, Edizioni ART, Milano 2011, 64 pp., € 6.
La collana storica dei Quaderni del Timone, edita dalla più diffusa rivista di apologetica cattolica italiana e diretta da Gianpaolo Barra, s’impreziosisce con un nuovo fascicolo: lo firma Oscar Sanguinetti (con presentazione di Marco Invernizzi) e ha per tema uno degli argomenti più dimenticati — oltre che «politicamente scorretti» — dalla storiografia risorgimentalista imperante, ovvero le cosiddette «Insorgenze» antigiacobine e antinapoleoniche, rectius «controrivoluzionarie», che ebbero luogo un po’ ovunque nella Penisola tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX. [...].
Marco Invernizzi, Luigi Gedda e il movimento cattolico in Italia, Sugarco, Milano 2012, 142 pp., € 16,00.
Se l'Italia al termine della Seconda Guerra Mondiale non è diventata uno dei tanti Paesi-satellite dell'Unione Sovietica, ovvero l'ultima appendice della Cortina di Ferro, lo si deve anche e soprattutto all'opera e all'apostolato svolto in quegli anni dal professor Luigi Gedda (1902-2000), vera anima e guida indiscussa di quei Comitati Civici che contribuiscono in modo determinante a far stravincere alla Democrazia Cristiana (DC) la contesa elettorale del 18 aprile 1948. [...].
Un bilancio delle celebrazioni del centocinquantenario, fra «strapazzi» della Costituzione, retorica patriottarda e (cattive) «letture consigliate» dal Capo dello Stato sul Risorgimento.
I briganti son tornati. Dopo anni di silenzio sembra godere di maggiore interesse un capitolo della nostra storia a lungo ignorato: il brigantaggio. Un fenomeno spesso falsato o minimizzato dai libri scolastici, finito ai margini della recente sbornia celebrativa dell’Unità d’Italia, eppure un nodo della storia nazionale imprescindibile per capire gli attuali problemi del Mezzogiorno. Nuovi studi e iniziative di rievocazione storica (come quella imponente che si svolge ogni anno in Basilicata «La storia bandita»), fino alla fiction andata in onda sulla Rai, «Il generale dei briganti», dedicata al leggendario capopopolo lucano Carmine Crocco (1830-1905). «Ma è stata un’occasione perduta – tuona lo storico Francesco Pappalardo [...]
Giulio Alfano, Luigi Gedda. Protagonista di un secolo, Solfanelli 2011, 136 pp., € 11.
Il tempo è galantuomo e anche per Luigi Gedda sta per arrivare il momento della verità. E della giustizia. Qualcosa comincia a cambiare nel 1998 con la pubblicazione delle sue Memorie [...].
Francesco Casella S.D.B., Il clero e lo Stato unitario nella provincia di Caserta. 1860-1878, Las. Libreria Ateneo Salesiano, Roma 2011, 150 pp., € 10.
Tra le pubblicazioni dell’anno centocinquantenario dell’Unità italiana non sono mancate quelle tendenti ad approfondire i rapporti fra Chiesa e Stato, anche a livello locale. In questo novero merita di essere segnalato, soprattutto per la ricchezza della documentazione, il lavoro del salesiano don Francesco Casella Il clero e lo Stato unitario nella provincia di Caserta. 1860-1878 [...].
Roberto Marchesini, Martirio al Santuario. Angelo Minotti e l'Avanguardia Cattolica, D'Ettoris Editori, Crotone 2011, 98 pp., € 11,90.
Fin da quel Venerdì Santo sul Golgota la vita dei cristiani in tutto il mondo è stata caratterizzata dalla realtà concreta del martirio. Il secolo appena passato, significativamente definito dal beato Papa Giovanni Paolo II (1978-2005) come il «secolo di Caino», è stato il secolo in cui più si è versato il sangue dei cristiani. Anzi, stando agli studi più recenti, se si somma il numero dei cristiani morti tragicamente in odium fidei nei 1900 anni precedenti, non si raggiunge la cifra registrata nel solo XX secolo, segnato dall’esplosione radicale delle grandi ideologie totalitarie: circa quaranta milioni di morti [...].
Umberto Levra (a cura di), Cavour, l'Italia e l'Europa, Il Mulino, Bologna 2011, 272 pp., € 20.
Lanno cavouriano, apertosi idealmente il 6 giugno 2010 con la visita del Capo dello Stato a Santena (Torino), presso la tomba di Camillo Benso, conte di Cavour (1810-1861), ha prodotto non solo saggi rievocativi e di vario livello ma anche studi di spessore, come la biografia di Adriano Viarengo, e la raccolta di saggi Cavour, l’Italia e l’Europa (il Mulino, Bologna 2011), a cura di Umberto Levra. L’opera presenta, in forma rielaborata, le relazioni al convegno omonimo, tenutosi il 6 e 7 ottobre 2010 all’università di Torino — dove Levra è docente di Storia del Risorgimento — su iniziativa dell’Accademia delle Scienze, del locale Comitato dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e del Museo Nazionale del Risorgimento italiano [...].
Emiliano Avogadro della Motta, Il pensiero di Vincenzo Gioberti. Saggio inedito, a cura di Vittoria Valentino, introduzione di Paolo Gava, Accademia Ligure di Scienze e Lettere - Università degli Studi di Genova, Genova 2009, 458 pp., € 32.
La comprensione della filosofia cattolica italiana dell’Ottocento è stata recentemente arricchita dalla pubblicazione della critica inedita del pensatore vercellese Emiliano Avogadro della Motta (1798-1865) alla filosofia di Vincenzo Gioberti (1801-1852).
Il testo proposto è la trascrizione di un manoscritto ritrovato presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino da parte di Vittoria Valentino, studiosa che ha già al suo attivo due volumi sul pensatore di Vercelli [...].
«LA SPEDIZIONE DEI MILLE TRA MITO E REALTÀ» è il titolo di un sussidio in forma di diapositive (su file Microsoft Powerpoint 2003) utilizzabile per lezioni e conferenze sul tema del Risorgimento. Come si può evincere dal titolo, i testi e le immagini spiegano, in forma didattica, fatti e misfatti della spedizione militare che decise l’unità del Paese dalle Alpi alla Sicilia.
Si tratta di materiale particolarmente utile per parlare a un pubblico di «non addetti ai lavori», quale una classe di studenti, un gruppo parrocchiale, un circolo politico.
È stato elaborato dalla Delegazione per le Marche dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale (Isiin) di Milano, a cura del responsabile, professor Sandro Petrucci; è liberamente scaricabile e utilizzabile, con riserva della menzione della fonte.
Francesco Pappalardo, L'Unità d'Italia e il Risorgimento, D'Ettoris Editori, Crotone 2011, pp. 76, € 7,90
Nel centocinquantesimo anniversario dell’unificazione politica della penisola italiana non sono mancate opere e ricostruzioni storiografiche di pregio (già segnalate peraltro su queste pagine online dell’Istituto) intese a rileggere i complessi eventi che portarono alla famosa proclamazione del 17 marzo 1861 in chiave più obiettiva, quando non semplicemente realistica, anche a costo di toccare qualche nervo scoperto [...].
Unità sì, Risorgimento no è il titolo di un sussidio in forma di diapositive (su file Microsoft Powerpoint 2007) utilizzabile per lezioni e conferenze sul tema del Risorgimento.
Come si può evincere dal titolo, i testi e le immagini spiegano, in forma didattica, perché l’unificazione era necessaria, mentre così non si può dire della sostituzione dell’identità nazionale antica e profonda — quella cattolica, alla cui esistenza ha costantemente richiamato il magistero cattolico in occasione di questo 150° anniversario dell’Unità — con una identità astratta e ideologica — questo è stato in sostanza il Risorgimento —, in una operazione costata guerre con migliaia di vittime, la quale ha lasciato almeno tre ferite delle quali l’Italia di oggi non è ancora guarita: la questione cattolica, la questione federale e la questione meridionale.
Si tratta di materiale particolarmente indicato per parlare a un pubblico di «non addetti ai lavori», quale una classe di studenti, un gruppo parrocchiale, un circolo politico.
È stato elaborato dalla delegazione per le Marche dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale (Isiin) di Milano, a cura del responsabile, professor Sandro Petrucci; è liberamente scaricabile e utilizzabile, con riserva della menzione della fonte.
Parlare di «movimento cattolico», ossia di una presenza unitaria dei cattolici italiani nella società moderna, prima del 1870 è alquanto improprio. Tuttavia, il problema di un rinnovato rapporto tra fede e società si pone da molto prima, quanto meno a partire dalla Rivoluzione francese. Proprio la turbinosa dinamica di cambiamenti che il 1789 apre e che investe frontalmente tale rapporto si pone all’origine del movimento cattolico e costituisce l’alveo in cui esso si svilupperà in forme compiute [...]
Il 7 gennaio scorso, Giornata nazionale della Bandiera, istituita nel 1996, il Presidente Giorgio Napolitano ha dato avvio a Reggio Emilia alle celebrazioni ufficiali del 150° anniversario dell’Unità, inaugurando la Mostra Le strade della bandiera. Reggio Emilia città del Tricolore, curata dal prof. Alberto Melloni, docente di Storia del Cristianesimo all'Università di Modena e Reggio Emilia, nonché direttore della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII, il cuore della cosiddetta «Scuola di Bologna», ed editorialista del Corriere della Sera di Milano [...]
Le origini della nuova evangelizzazione negli anni Cinquanta del secolo scorso?
Listituzione, lo scorso 12 ottobre, del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ha riportato l’attenzione su questo termine «nuova evangelizzazione», così frequente nel magistero di Giovanni Paolo II (1920; 1978-2005), e sul suo significato. Che cosa significa «nuova evangelizzazione»? Quando comincia a essere utilizzato il termine?
Il 17 agosto scorso è caduto il 123° anniversario della nascita del beato Carlo d’Austria. Personaggio importante della storia contemporanea, nonché figura emblematica della storia della Chiesa e della santità cattolica, ricordiamo Carlo proponendo il testo di una conferenza che il nostro Presidente, professor Marco Invernizzi, ha tenuto in quei giorni presso un centro culturale di Verbania.
Giampaolo Pansa, Il revisionista, Rizzoli, Torino 2009, pp. 474, € 22,00
Grazie agli endorsement «prestigiosi» di Oriana Fallaci (1929-2006), di Giuliano Ferrara, di Marcello Pera, fino a quello di Magdi Cristiano Allam, una nuova visione «politicamente scorretta» della storia italiana e di altre problematiche filosofiche, etiche e politiche, ha guadagnato spazi enormi, che sembravano a dir poco impensabili fino a poco tempo fa [...]
Giorgio Rumi, Perché la storia. Itinerari di ricerca (1963-2006), con una Introduzione di Enrico Decleva, LED. Edizioni Universitarie di Lettere, Economia Diritto, Milano 2009, 2 tomi, pp. (484) 1.018, € 80,00
Fino a poco tempo fa il mondo della storiografia accademica milanese era illustrato da due figure eminenti di studiosi: Cesare Mozzarelli (1947-2004) e Giorgio Rumi (1928-2006)...
Alberto Mario Banti, Il Risorgimento italiano, Laterza, Bari 2010, 3a ed., pp. XI-232, € 9,50
150 anni di Stato Italiano.
Un libro per riflettere
Alberto Mario Banti, ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Pisa, è uno dei più preparati storici italiani del periodo del Risorgimento. Autore di numerosi lavori di vario argomento, ha prodotto nel 2004, con riedizione nel 2009, un volume di intenti chiaramente divulgativi intitolato Il Risorgimento italiano. Nonostante il sostanziale allineamento dell’autore al canone risorgimentale, si può dire che egli ne operi una relativa ristrutturazione, nel senso di accettare, almeno come soggetti di dibattito, alcune acquisizioni della recente storiografia che non si riconosce nella versione canonica dei fatti o, addirittura, sostiene tesi ostili a essa. In particolare, importanti sono quantomeno due tesi: la prima quella secondo cui il Risorgimento è stato un unico processo rivoluzionario che affonda le sue radici nel brusco «strappo» operato nel tessuto della società italiana dal periodo napoleonico; l’altra quella della difficile definibilità del concetto di nazione e, quindi, del fatto che la costruzione dello Stato unitario, pur invocando il principio di nazionalità a ogni piè sospinto, in realtà è stato lo sforzo di gruppi sociali mossi anche da altri interessi. Ne riferisce Marco Invernizzi.
Vent’anni fa, la notte del 9 novembre 1989, il Muro di Berlino, eretto dal regime socialista di Pankow per separare in maniera impenetrabile la Germania comunista dall'Occidente, veniva sorprendentemente aperto e migliaia di tedeschi orientali sciamavano per le vie di Berlino Ovest abbracciandosi con i più fortunati connazionali che risiedevano in questa testa di ponte del mondo libero in suolo sovietico. Poco dopo, le autorità tedesco-comuniste, per ordine di Mosca, iniziavano la demolizione della barriera eretta nel 1962 e, poco dopo ancora, il regime comunista crollava e le due Germanie, nate dalla sconfitta tedesca del 1945 e dalla Guerra Fredda, si riunificavano e Berlino tornava a essere capitale dello Stato tedesco. I fatti di quella svolta della storia dalle enormi conseguenze sono rievocati in maniera assai efficace da un documentario realizzato da Alleanza Cattolica di Mantova, che mettiamo a disposizione dei nostri lettori.
Buona visione e, soprattutto, ricordiamo che gli anni in cui viviamo sono anni eccezionali e che la Provvidenza — Dio che cammina con noi nella storia — non si può costringere entro teoremi scientifici, ma esiste e talora, come in questo caso, si vede, quanto meno «in filigrana»...
SEGNALAZIONI
21 novembre 2009
PLINIO CORRÊA DE OLIVEIRA, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, trad. it., presentazione e cura di Giovanni Cantoni, edizione del cinquantenario (1959-2009), con materiali della «fabbrica» del testo e documenti integrativi, SugarCo Edizioni, Milano 2009, 496 pp., € 25,00.
Cinquant’anni or sono, dopo una lunga elaborazione sul finire degli anni 1950, vedeva la luce il saggio Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, autore il pensatore e leader cattolico brasiliano Plinio Correa de Oliveira (1908-1995). In esso l’autore descriveva la morfologia del processo di decadenza della civiltà cristiana occidentale nell’età moderna, ne individuava una periodizzazione — secondo una successione apertasi con il Rinascimento e la Riforma, proseguita con la Rivoluzione del 1789, culminata nella Rivoluzione comunista e, nel tardo Novecento, approdata all’interiorità stessa dell’uomo —, ne delineava le dimensioni — le idee, ma anche e soprattutto le tendenze —, ne indicava le cause nelle passioni umane disordinate, mosse dall’orgoglio e dalla sensualità. Oltre a ciò, suggeriva alcuni punti di azione indispensabili affinché l’Occidente guarisse dal suo morbo ormai plurisecolare: in breve, il ritorno alla riforma individuale e sociale e la sottomissione senza riserve alla regalità di Cristo propugnata dalla Chiesa cattolica.
L’opera è stata il livre de chevet, il libro di riflessioni, la guida per l’azione di generazioni di cattolici latinoamericani, nordamericani ed europei, il cui ideale era la lotta contro i mali del mondo moderno e la riconquista della civiltà a Cristo, ispirando direttamente il movimento delle TFP, Tradizione Famiglia Proprietà, diffuso in tutto il mondo, e, in Italia, Alleanza Cattolica, influendo altresì su gran parte dell’associazionismo cattolico di orientamento contro-rivoluzionario.
Tradotto in Italia la prima volta nel 1964 da Giovanni Cantoni per le edizioni Dell’Albero di Torino, ha conosciuto una seconda edizione a cura ancora di Giovanni Cantoni — che le premise un lungo e articolato saggio dal titolo L’Italia fra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione — per le edizioni Cristianità di Piacenza nel 1973, quindi una terza edizione — sempre per Cristianità, nel 1977 — ampliata con una nuova parte dedicata all’analisi del processo rivoluzionario nella sua fase "culturale", ulteriore al comunismo — la quarta, quindi —, così come si era manifestata soprattutto a partire dal 1968.
Quella che è uscita nel novembre del 2009 per SugarCo di Milano a cura — ancora una volta — di Giovanni Cantoni, responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, è l’edizione italiana definitiva. Il saggio è stato ritradotto da Cantoni sull’originale brasiliano, ampiamente riannotata, e integrata con tutti i testi che in Italia e nelle edizioni all’estero hanno accompagnato la pubblicazione del volume, nonché con contributi di de Oliveira e su de Oliveira scritti ex post e altamente esplicativi in relazione al lavoro principale.
Si tratta dunque di una nuova opportunità, di un nuovo strumento utile come schema di lettura della storia moderna e contemporanea, semplice e sintetico ma ben fondato nei classici della storiografia, ma anche indispensabile riferimento per chi voglia, in sintonia con l’autore — che ha più volte affermato di riconoscere in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione la più fedele e felice espressione del suo pensiero —, operare per ricuperare o rinnovare il suo amore alla civiltà cristiana del Terzo Millennio e dedicare il suo tempo, se non l’intera sua vita, a propiziare la rinascita di questo grande e splendido organismo sotto l’egida di Cristo Re e di Maria Regina: il ritorno di una civiltà cristiana, secondo la promessa di Fatima, di certo avverrà, anche se quando è dato solo a Dio saperlo.
RECENSIONI
26 aprile 2009
Marco Tangheroni, Della Storia. In margine ad aforismi di Nicolás Gómez Dávila, a cura di Cecilia Iannella, Presentazione di David Abulafia, Sugarco Edizioni, Milano 2008, 144 pp., € 15,00.
Marco Tangheroni (1946-2004) non è stato solo un acuto e prolifico storiografo, ma ha anche svolto ininterrottamente un’ampia gamma di riflessioni in-progress sulla disciplina che aveva abbracciato «per la vita» e che lo aveva elevato ai più prestigiosi traguardi scientifici e accademici. Queste riflessioni, possiamo dire, si situano a due livelli: il primo quello scientifico, sul senso della storia in prospettiva scientifica e cristiana alla luce del pensiero aforistico di un grande della filosofia cattolica latino-americana, il colombiano Nicolás Gómez Dávila, di cui il presente volume, recensito da uno dei suoi allievi, il giovane storico Stefano Chiappalone, è valida e ampia testimonianza. L’altro, quello sull’utilizzo della prospettiva storica per meglio rendere evangelicamente «ragione della speranza» che è nel cristiano, disciplina da lui ampiamente praticata a fianco di quella accademica «ordinaria» nonostante le difficili e dolorose condizioni della sua vita quotidiana, sarà oggetto di un altro volumetto in uscita presso il medesimo editore dal titolo Cristianità, modernità, Rivoluzione. Appunti di uno storico fra «mestiere» e impegno civico-culturale.
Marco Tangheroni, Cristianità, modernità, Rivoluzione. Appunti di uno storico fra «mestiere» e impegno civico-culturale, con un saggio introduttivo La storia come «riassunto» di Giovanni Cantoni e una Nota praevia di Andrea Bartelloni, a cura di Oscar Sanguinetti con la collaborazione di Stefano Chiappalone, SugarCo, Milano 2009, 184 pp.
Esce – ahimé postumo – un nuovo volume di Marco Tangheroni, il grande medievista cattolico pisano scomparso nel 2004. Si tratta di una sintetica introduzione alla storia dal Medioevo al Risorgimento, in cui lo storico compendia, riassume a grandi linee – ma non a povere linee – lo sviluppo della civiltà occidentale nei due momenti della edificazione di una civiltà a misura d’uomo e secondo il piano di Dio e nella sua successiva decadenza nell’arco storico dell’Età Moderna, le cui propaggini culturali, attraverso mille metamorfosi, si estendono fino ai nostri giorni. Una guida limpida ed efficace, scientificamente fondata e magistralmente esposta, soprattutto per chi è chiamato a dare giudizi e a fare scelte in tempi ristretti, ovvero soprattutto una «guida per l’azione».
La ricerca sull’Insorgenza, il ciclo di moti contro-rivoluzionari che si colloca nel ventennio rivoluzionario e napoleonico, ha conseguito obiettivi finora limitati, ma di grande significatività, se ci si confronta con un passato ancora recente. A due secoli da una delle fasi più rilevanti e inattese, quella del 1809, pare opportuno fermarsi a tracciare un bilancio – peraltro work-in-progress – di quanto è ormai un dato acquisito della ricerca e di quanto invece resta da compiere, almeno per quanto è oggi visibile, per raggiungere un adeguato livello di conoscenza.
Oscar Sanguinetti (a cura di), Atti del Convegno «Napoleone e il Regno d'Italia (1805-1814). La Lombardia fra cesarismo post-rivoluzionario e prime forme di unificazione nazionale» [Milano, 18-19 novembre 2005], in Annali di Storia Moderna e Contemporanea, anno XIV, Istituto di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Vita e Pensiero, Milano 2008, pp. 163-318.
Il numero del 2008 della prestigiosa rivista dell’Università Cattolica fondata dal compianto Cesare Mozzarelli (1947-2004) nella sezione Materiali presenta, a cura di Oscar Sanguinetti, i testi di gran parte degli interventi svolti in occasione del convegno su Napoleone e il Regno d’Italia a duecento anni dalla fondazione del medesimo regno. Fra essi quelli di Edoardo Bressan (cfr. Albori dell’associazionismo cattolico in età napoleonica: la Pia Unione, pp. 191-200) e di Sandro Petrucci, corrispondente dell’ISIIN per le Marche (cfr. Opposizione popolare, insorgenza e brigantaggio nell’Italia napoleonica, pp. 259-280), nonché dello stesso Sanguinetti (cfr. Presentazione, pp. 163-168; e Le insorgenze nel territorio del Regno d'Italia e la «calda estate» del 1809, pp. 281-294).
25 marzo 2009
RECENSIONI
PierLuigi Zoccatelli e Ignazio Cantoni (a cura di), A maggior gloria di Dio, anche sociale. Scritti in onore di Giovanni Cantoni nel suo settantesimo compleanno, Cantagalli, Siena 2008, 364 pp., € 28,00.
Giovanni Cantoni, il fondatore e la guida di Alleanza Cattolica, agenzia di diffusione in Italia della dottrina sociale della Chiesa e centro di elaborazione e di promozione della cultura cattolica contro-rivoluzionaria, ha compiuto settant’anni. Amici e soci di Alleanza Cattolica hanno voluto celebrare questa tappa della maturità del fondatore con la pubblicazione di un liber amicorum, su cui compaiono saggi di diverso argomento di membri dell’associazione, con riferimento a Cantoni e alla dottrina di cui è attivo apostolo da quasi cinquant’anni. Ne dà un breve resoconto Omar Ebrahime.
Con questo articolo, nella linea di studio sui temi identitari che il nostro Istituto persegue, iniziamo la pubblicazione di una serie di contributi attinti al pensiero politico italiano e straniero di oggi e del passato intesi ad affrontare la questione delle identità culturali, il concetto di nazione e il significato d’identità nazionale, in particolare.
Orestes A. Brownson
Le premesse della teoria politica di Orestes A. Brownson
Larticolo che proponiamo contiene un’ampia analisi dei fondamenti del pensiero politico di Orestes Augustus Brownson (1803-1876), uno dei maggiori pensatori conservatori americani del secolo XIX. Egli ha approfondito, non nel chiuso di un istituto universitario, ma lasciandosi coinvolgere in prima persona – e non di rado da protagonista – nel convulso e drammatico processo di nation building degli Stati Uniti d’America, il particolare tema del rapporto fra la legge fondamentale di uno Stato che pretende di organizzare una «nazione» e il carattere profondo che la storia «naturalmente» imprime nella nazione medesima. La riproposta del pensiero di Brownson è utile perché apporta tesi e fornisce elementi di riflessione in ordine a un problema che non solo è ridivenuto quanto mai attuale nell’ambito della riscoperta delle identità che accompagna lo strisciante clash of civilizations postcomunista, ma anche perché esso è tuttora lontano da una soluzione definitiva o quanto meno sicuramente praticabile. I temi che cadono sotto la sua lucida analisi e quelli che ne scaturiscono, anche se la soluzione che egli ne offre può non essere la migliore o semplicemente non è quella condivisa, sono ancora oggetto di dibattito.
Autore dello studio – datato, ma di rara penetrazione e felicità di sintesi – è padre Stanley J. Parry C.S.C. (1918-1972), uno dei primi conservatori statunitensi e uno dei più precoci e più profondi conoscitori, nonché acuti interpreti di Brownson.
Complotto «cattointegralista»
o «forza delle cose»?
La rivista Passato & Presente, diretta da Gabriele Turi, rivolge un pesante attacco alle posizioni della storiografia cosiddetta «revisionistica» in tema di Insorgenza, in cui include, rivolgendogli severi appunti, anche il nostro Istituto. La replica del nostro direttore.
Lattuale governo socialista spagnolo, nel corso del suo primo mandato (2003-2008), ha preso provvedimenti ufficiali al fine di conservare la memoria storica della guerra civile che ha devastato il Paese iberico fra il 1936 e il 1939. Ciò è avvenuto, però, non in una prospettiva pacificatrice, bensì essenzialmente «revisionistica» in senso revanscistico, cioè con l’intento di rilanciare ed esaltare la memoria della parte sconfitta, quella repubblicana e socialcomunista, che, nel dopoguerra — dominato fino al 1975 dalla figura del Caudillo generale Francisco Franco Bahamonde — e, in seguito, negli anni post-franchisti, sarebbe stata schiacciata da nazionale vittoriosa. Si tratta di un rilievo non del tutto pertinente, se solo si pensa che le tracce lasciate dalla guerra civile nella letteratura mondiale sono tutte dalla parte della Repubblica: da Federico Garcia Lorca, a Ernest Hemingway e a George Bernanos, da film popolari come l’americano Per chi suona la campana alla filmografia di Luis Buñuel e alla recente vague neo-marxista del tipo Tierra y libertad. Inoltre, è un fatto che rimettere in discussione il patto stretto tacitamente fra vincitori e vinti negli anni della dittatura — da cui trasse senz’altro vantaggio il regime, ma di cui beneficiarono anche gli sconfitti, che riebbero piena cittadinanza civile e politica —, se esprime senz’altro un giusto desiderio di verità e di giustizia, significa altresì rivangare fatti dolorosi, rinfocolare odi sopiti e rimettere in discussione la pacificità della transizione dalla dittatura alla democrazia, quindi la stessa convivenza civile.
Secondo il punto di vista governativo-revisionistico, sarebbe state silenziata o non raccontata con sufficiente ampiezza la enorme serie di eccidi e di vendette «legali» commessi dai franchisti ai danni dell’avversario sconfitto. Di qui il favore accordato dal governo a ogni ricerca di prove, dai documenti ai resti, dalle fosse comuni agli ultimi testimoni della tragedia, in grado di confortare il suo assunto. E nel fervore della ricerca delle prove si sono dati per acquisiti elementi che, tanto dal punto di vista quantitativo quanto da quello della loro veridicità, lasciano non poco a desiderare. Ángel David Martín Rubio, storico spagnolo — nonché sacerdote — specializzatosi nell’argomento, cerca di mettere un po’ di ordine e dare un po’ di senso alle cifre relative alle vittime del tremendo conflitto intestino che insanguinò la nazione latina sessant’anni or sono. Dalle sue note risalta chiaramente la natura ideologica degl’intenti «revisionistici» dell’attuale governo socialista spagnolo.
Discorso ai membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche
del 7 marzo 2008
La biblioteca del Collegio Alberoni di Piacenza
Benedetto XVI:
«La perdita
della memoria
provoca
la perdita
dell’identità
per la società
nel suo complesso»
Ricevendo in udienza i membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, l’organismo vaticano fondato nel 1954 da Pio XII e presieduto dal 1997 dal connazionale monsignor Walter Brandmüller, Papa Ratzinger ha tenuto un’allocuzione nella quale ha richiamato l’antico interesse — almeno da Leone XIII (1878-1903) — della Chiesa di Roma tanto per la storia, in quanto la Chiesa come società e la sua missione evangelizzatrice si attua all’interno del divenire storico del genere umano, quanto per le scienze storiche come discipline scientifiche. Importante il legame che richiama fra memoria storica di una collettività, di una nazione, la sua identità e la sua sopravvivenza come organismo specifico. Si confronti anche il commento di Oscar Sanguinetti nella rubrica Périplo.
Genova, 30 giugno 1960: gli attivisti comunisti
attaccano e incendiano una camionetta della polizia
Dal «centrismo» al Sessantotto
A due anni dall’evento sono usciti gli atti del Convegno Nazionale dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale dal titolo Milano e l’Italia dalla stagione del centrismo alle soglie del Sessantotto. La «preparazione» di una rivoluzione nella cultura e nel costume, svoltosi a Milano dal 30 novembre al 1° dicembre 2006. Dal «centrismo» al Sessantotto affronta il ventennio successivo alla svolta del 18 aprile 1948, tanto importante quanto dimenticata, quei venti anni che precedono e preparano il Sessantotto. È il periodo della ricostruzione del Paese, dei governi centristi, della «legge truffa», delle «missioni» popolari dell’Azione Cattolica, del boom economico, della «Lambretta» e dell’esordio della Tv, ma sono anche gli anni nei quali incuba la svolta culturale sessantottesca: gli anni, ancora, della violenza della «piazza rossa» di Genova nel luglio 1960, dell’«omicidio» politico del governo Tambroni, delle prime esperienze di centro-sinistra, della penetrazione della mentalità secolaristica nella cultura e nel costume, e gli anni in cui si svolge l’avvenimento più importante nella vita del cristianesimo del XX secolo: il Concilio Ecumenico Vaticano II, con la sua duplice e contrastante lettura.
Il volume affronta tutti questi temi e molti altri, e permette di cogliere quanto importante sia stato questo ventennio-chiave della storia italiana per comprendere le origini e la portata del Sessantotto: quarant’anni fa...
Del volume — dal titolo Dal «centrismo» al Sessantotto (a cura di Marco Invernizzi e Paolo Martinucci, Ares, Milano 2007) — dà conto uno dei suoi curatori, Paolo Martinucci.
L’effigie di Carlo in divisa viene srotolata
sulla facciata della Basilica di San Pietro
a Roma il 3 ottobre 2004
Un modello di santità nell’impegno politico: il beato Carlo d’Austria (1887-1922)
Centoventi anni fa, il 17 agosto 1887, nasceva Carlo d’Asburgo, ultimo imperatore di Austria-Ungheria e ultimo bagliore della tradizione imperiale sacra e romana. Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 3 ottobre 2004, additandolo ai fedeli cattolici come modello di vocazione laicale nella politica: una vocazione tutt’altro che spregevole o secondaria, anzi «forma privilegiata di carità politica» come dirà Papa Pio XI. Purché però lo si viva come Carlo lo ha vissuto, cioè come servizio, in particolare come promozione del bene comune, come sostegno all’evangelizzazione e come impegno per la pace nella giustizia. Ne proponiamo un breve profilo in occasione della ricorrenza della sua festa liturgica, il 21 ottobre. Ne è autore Oscar Sanguinetti, che — insieme a Ivo Musajo Somma — ha pubblicato nel 2004 il volume Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia del beato Carlo d’Asburgo (D’Ettoris, Crotone).
THOMAS E. WOODS JR. Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti d'America,
a cura di Maurizio Brunetti, con un invito alla lettura di Marco Respinti,
D'Ettoris Editori, Crotone 2009,
350 pp., € 24,90.
OSCAR SANGUINETTI E IVO MUSAJO SOMMA, Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia di Carlo d'Asburgo,
invito alla lettura di don Luigi Negri,
prefazione di Marco Invernizzi,
a cura dell'Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale,
3a ristampa,
D'Ettoris,
Crotone 2010,
224 pp., con ill., € 18,00.
ROBERTO MARCHESINI, Il paese più straziato. Disturbi psichici dei soldati italiani della Prima Guerra Mondiale,
prefazione di Oscar Sanguinetti,
presentazione di Ermanno Pavesi,
D'Ettoris,
Crotone 2011,
152 pp., € 15,90.
[vai all'articolo di Michele Brambilla]