a cura dell’Istituto Storico dell’Insorgenza e per l’Identità Nazionale
(13 ottobre 2008)
Galasso, Andreotti e Porta Pia
S
abato 4, festa di san Francesco patrono d’Italia, Giuseppe Galasso ha scritto un brevissimo elzeviro per la rubrica Le idee del sabato del Corriere della Sera. Con l’occasione ha fornito qualche brandello di considerazione, che, vista la sede in cui è apparso, merita qualche glossa a margine.
Galasso esprime un giudizio fortemente negativo sulla figura di Pio IX, ricordata con nostalgia, attingendo a memorie familiari dell’età papalina, dal senatore a vita romano Giulio Andreotti (1), sottolineando come l’immagine tracciata dall’anziano senatore cozzi con l’atteggiamento duramente intransigente assunto, con il sostegno del Pontefice, dall’assemblea conciliare riunita in Vaticano nel 1870, assemblea che verrà interrotta dai bersaglieri di Raffaele Cadorna. Il Vaticano I avrebbe infatti consumato per lo storico napoletano l’«[…] atto di massima contrapposizione ideale e operante del Cattolicesimo istituzionale [si noti la maiuscola] al mondo moderno e ai suoi ideali, con la condanna di liberalismo, democrazia e altre varie cose ben note». Andreotti dunque non dovrebbe concentrarsi sulle memorie che dipingono Pio IX in maniera oleografica, ma sulla storia, anzi sulla «storia di tutti», una storia che ovviamente Galasso presume di conoscere in maniera adeguata.
Premesso che non si capisce quale rischio corra la «storia di tutti» se uno storico non professionista esterna qualche memoria forse discutibile ma originale, l’illustre accademico – che pur si slancia in spericolati confronti fra i due Concili vaticani, il primo e il secondo – dà segni di necessitare di qualche piccolo promemoria anche nel settore in cui opera e si segnala, cioè proprio la storia.
Che di Pio IX «si va ora alla beatificazione», non è del tutto esatto in quanto perché papa Mastai Ferretti è già stato beatificato otto anni fa: forse Galasso confonde i due Pii, il IX e il XII?
Né trova riscontro nelle cose il suo inciso, maliziosamente retorico, «si tende forse a santificare tutti i papi?», non solo perché santificare non è l’equivalente di beatificare, ma anche perché basta scorrere l’elenco dei papi per capire che non è così…
Infine, Galasso sostiene che i vescovi, auspice e complice il papa, avrebbero condannato la modernità, il liberalismo, la democrazia e altre cosette non specificate nel corso del Concilio Vaticano I, mentre è noto che tale riprovazione è avvenuta sei anni prima, nel cosiddetto Sillabo [o elenco] degli errori correnti, e che il Vaticano I, forzosamente troncato proprio dal governo «liberale», ha avuto solo il tempo di soffermarsi sulla figura del Sommo Pontefice, che era il primo soggetto di una più ampia messa a fuoco della struttura della Chiesa. Un compito proseguito e completato poi dal Vaticano II, convocato da Papa Giovanni XXIII in perfetta sintonia d’intenti con il suo diletto predecessore. Se si legge il famoso diario del beato Papa Giovanni emergono la memoria, l’affetto e anche il desiderio d’imitazione che egli ha verso il santo predecessore, non a caso elevato agli altari lo stesso 3 settembre 2000.
Pare singolare che un personaggio così illustre riesca a concentrare in cos’ poco spazio tante divagazioni e lacune informative e propendo per l’ipotesi che si tratti di «perle» involontarie dettate da un impulso reattivo proveniente da aree «gastriche» piuttosto che dalle sfere della razionalità. Purtroppo, nonostante ciò, è un fatto che soprattutto di «pezzulli» del genere si alimentino la cultura storica e il sentire comune dell’opinione pubblica del Paese e mi pare che né il grande storico partenopeo con le sue «perle», né il quotidiano più diffuso della Penisola, riprendendole senza controllo, abbiano reso il servizio dovuto all’Italia e alla Chiesa.
Nota:
(1) Nell’editoriale, intitolato Laicità, del numero di agosto del mensile di area ciellina 30 Giorni nella Chiesa e nel mondo (anno XXVI, n. 8, agosto 2008), da lui diretto.
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OSCAR SANGUINETTI E IVO MUSAJO SOMMA, Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia di Carlo d'Asburgo,
invito alla lettura di don Luigi Negri,
prefazione di Marco Invernizzi,
a cura dell'Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale,
3a ristampa,
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Crotone 2010,
224 pp., con ill., € 18,00.
ROBERTO MARCHESINI, Il paese più straziato. Disturbi psichici dei soldati italiani della Prima Guerra Mondiale,
prefazione di Oscar Sanguinetti,
presentazione di Ermanno Pavesi,
D'Ettoris,
Crotone 2011,
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