MEMORANDA
Le tre Rivoluzioni
«Ametà del XVII secolo, la Rivoluzione inglese strappa la storia nazionale alla corruzione monarchica, ma lo fa in nome delle sacre scritture; e alla fine nel 1688, la sostituzione finale di una nuova dinastia al posto della vecchia dà luogo a un regime duraturo sulla base di una tradizione ritrovata. Un secolo più tardi, la Rivoluzione americana rappresenta perfettamente gli inizi di una giovane nazione, ma lindipendenza viene conquistata nel nome di valori religiosi e politici non separabili tra loro, che i primi immigranti avevano portato in America, e nel nome della riparazione di una promessa tradita. Le due rivoluzioni, quella inglese e quella americana, conservano a un tempo lattaccamento alla religione cristiana (poiché si tratta di ritrovare un ordine originale voluto da Dio) e lancoraggio alla con-tinuità storica di tempi immemorabili (la common law inglese), come dire de Maistre e Burke allo stesso tempo: un fatto da cui deriva la straordinaria forza consensuale di questo sincretismo rivoluzionario. Al contrario la Rivoluzione francese rompe sia con la Chiesa cattolica sia con la monarchia, vale a dire sia con la religione che con la storia. Essa intende, come si è detto, fondare la nuova società, luomo nuovo; ma sulla base di cosa? È qui che essa scopre di essere una storia che non ha né Mosè né Washington, che non può appoggiarsi su nessuno e nulla per fermare la sua deriva».
François Furet (1927-1997)
(da Le due Rivoluzioni. Dalla Francia del 1789 alla Russia del 1917, trad. it., Utet Libreria, Torino 2002, p. 38)