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RECENSIONI



OSCAR SANGUINETTI e IVO MUSAJO SOMMA, Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia del beato Carlo d'Asburgo, D'Ettoris, Crotone 2004, pp. 224.


«A. E.I.O.U.»: mi ricordo di essermi imbattuto in questo acrostico nel corso di un viaggio in Austria, compiuto agli inizi degli anni Ottanta. E non una volta sola, a dire il vero. «A.E.I.O.U.» vidi ricamato sopra le tappezzerie, dipinto sui soffitti a cassettoni, inciso nelle antiche porte di legno di quercia. Un po’ dovunque: all'abbazia di Melk e nel castello del Belvedere, a Schönbrunn e persino nei Rathaus di certi paesini della Stiria.

«A.E.I.O.U.» può significare anche ― come ci avverte Oscar Sanguinetti, coautore con Ivo Musajo Somma del libro su Carlo I d’Asburgo (Un cuore per la nuova Europa) ― Adoretur Eucharistia in Orbe Universo. Sia adorata l’eucarestia nell’universo intero. Un monogramma che accompagna la famiglia degli Asburgo dal tempo di Federico III (1415-1493) e ne qualifica cristianamente la missione imperiale. Ma se un singolo imperatore ne meritasse l’assoluto monopolio, ebbene questi non potrebbe essere che il neo-beato Carlo I. L’ultimo rampollo della stirpe, il primo ad essere elevato, nei tempi moderni, alla gloria degli altari.

Carlo d’Asburgo è là, poco visibile a causa della patina che il tempo ha impresso sull’istantanea, in ginocchio nella chiesa del Sacro Cuore di Hall in Tirolo. Sopra di lui, l’antico altare barocco, intorno a lui nessuno. La vita di Carlo d’Asburgo, l’imperatore santo, è in fondo riassumibile in queste immagini di ascetica solitudine, di silenziosa dedizione ad una missione ― quella di regnare ― che la maggior parte dei suoi contemporanei considerava soltanto un mestiere. Da esercitarsi oltretutto il più lucrosamente possibile.

Nato il 17 agosto del 1887 a Persenbeug, un castello che specchia le proprie torri nella liquida pace danubiana, il giovane principe ha i primi contatti con la società del suo tempo, nel clima vagamente decadente della Finis Austriae. Un mondo intero lentamente tramonta, tra rivendicazioni nazionalistiche e aspirazioni irredentistiche, tra le canne ancora fumanti delle pistole degli anarchici e i pizzi alle giarrettiere delle ballerine di can can.

In mezzo a tutto questo Carlo d’Asburgo passa come un antico cavaliere errante. Prima il sevizio militare, poi il matrimonio con Zita di Borbone-Parma, infine la consacrazione imperiale, dopo l’assurdo assassinio, da parte dello slavo Gavrilo Prinzip, del migliore amico degli slavi, l’erede al trono Francesco Ferdinando.

Da questo momento in poi, il giovane sovrano sembra interpretare con scrupolo, una parte già scritta per lui. Quella dell’alter Christus, di chi, postosi alla sequela del Redentore, come il Redentore, accetta di sottoporsi al peso della croce. Che per coloro che giudicano senza sapere, sembra invece uno scettro, rutilante di gemme.

Ma così non è: gli anni della guerra sono un autentico calvario per questo principe, di cui Papa Benedetto XV (1914-1922) vorrebbe servirsi come strumento privilegiato della politica di pace della Santa Sede. Ma ci sono forze che quella pace non vogliono. Quei «poteri forti», che alla conclusione del conflitto, alla cancellazione dell’Austria-Ungheria dallo scacchiere europeo, proporranno a Carlo la restaurazione della sua dinastia con la stessa facilità con cui di quella dinastia hanno provocato il tracollo.

La risposta sarà quella di un autentico figlio di Santa Madre Chiesa. Meglio l’esilio, meglio gli inutili (ben due) tentativi di riconquistare il proprio trono, che il patteggiamento con quanto di più e antitetico vi è per la dignità di un sovrano cristiano. Carlo morrà così nella lontana isola di Madera, per una affezione polmonare. Pronunciando, ultima parola prima di entrare nell’eternità, quel nome di Gesù Eucaristico, che i suoi avi avevano inserito nel monogramma della dinastia.

Tutto questo Oscar Sanguinetti e Ivo Musajo Somma raccontano in un libro, denso di suggestioni. Un testo a due voci, visto che la prima parte (Immagini e momenti della vita di Carlo d’Asburgo), affidata per l’appunto a Sanguinetti, ci presenta un ritratto a tutto tondo dell’imperatore, desunto dalla Positio, che il postulatore della causa di beatificazione ha messo a disposizione degli storici. Ne risulta un’analisi scrupolosa quanto esaustiva della personalità umana e cristiana del neobeato, quasi a dimostrazione di come ― per riprendere ancora una volta la celebre formula tomistica ― la grazia non distrugga, ma, semmai, sublimi la natura umana.

La seconda parte (Il beato Carlo d’Asburgo nella Finis Austriae), invece, affidata al giovane ricercatore universitario Musajo Somma, si configura come un vigoroso scorcio storiografico degli ultimi anni della monarchia bicipite; un colpo d’occhio, rapido quanto efficace, capace di cogliere la sua natura federalistica. Oltretutto assai più rispettosa delle diversità etniche di quanto lo sarebbero poi state le nazioni nate dal suo smembramento.

L’Austria-Ungheria, in altre parole, avrebbe svolto, al centro dell’Europa, quel ruolo di contenimento e di mediazione tra spinta slava ad est e germanica ad ovest, che forse (ma è convenzione persino troppo ribadita che la storia non si faccia con i «se» e i «ma») avrebbe evitato l’affermarsi dei totalitarismi comunista e nazionalsocialista.

Insomma, con Carlo sul trono, il «buco nero» del primo dopoguerra non avrebbe trascinato nel proprio vortice ― per dirla con Giorgio Rumi ― ancora tanti milioni di vite umane.

Alessandro Massobrio





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a cura di Maurizio Brunetti, con un invito alla lettura di Marco Respinti,
D'Ettoris Editori, Crotone 2009,
350 pp., € 24,90.







OSCAR SANGUINETTI
E IVO MUSAJO SOMMA,
Un cuore per la nuova Europa. Appunti per una biografia di Carlo d'Asburgo,

invito alla lettura di don Luigi Negri,
prefazione di Marco Invernizzi,
a cura dell'Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale,
3a ristampa,
D'Ettoris,
Crotone 2010,
224 pp., con ill., € 18,00.





ROBERTO MARCHESINI,
Il paese più straziato. Disturbi psichici dei soldati italiani della Prima Guerra Mondiale,

prefazione di Oscar Sanguinetti,
presentazione di Ermanno Pavesi,
D'Ettoris,
Crotone 2011,
152 pp., € 15,90.





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